Tommy e Marcela

Tommaso e Marcela

La musica suonava e Marcela, nascosta dietro una spessa tenda, stringeva la grande mano di suo padre, Diego, e tremava ripetendo sottovoce una preghiera. Lui, con gli occhi pieni di ammirazione, guardava la sua unica figlia femmina e cercava a modo suo di tranquillizzarla; era un uomo di poche parole, se ne rendeva conto, ma sperava che abbracci e carezze sarebbero bastati a farle sentire la sua presenza. Guardandola, gli si riempiva il cuore d’orgoglio: nessuna ragazza al mondo era più meravigliosa, splendida, speciale e intelligente di sua figlia e, grazie a Dio, aveva fatto la scelta giusta e stava per sposarsi con un ragazzo altrettanto in gamba per cui provava una grande stima. Lì fuori, nel parco esterno dell’agriturismo, sotto una gigantesca e secolare quercia, circondati dal calore dei loro famigliari, Marcela e Tommy sarebbero finalmente diventati marito e moglie. Chiudendo gli occhi, lei poteva vederlo: impettito nel suo frac grigio, si rigirava tra le mani un sassolino raccolto chissà dove, con gli occhi rossi per l’agitazione (e per qualche pianto di gioia consumato lontano da sguardi indiscreti), faceva i lunghi e profondi respiri di chi cerca invano di calmarsi.

Chissà a cosa stava pensando…

Tommy aveva la tachicardia, non riusciva a smettere di muoversi avanti e indietro e continuava ad elargire sorrisi nel disperato tentativo di distrarsi. Gli ospiti lo seguivano con gli occhi e il prete, già in posizione, ogni tanto gli allungava pacche bonarie sulle spalle che lui sembrava non sentire nemmeno. In mezzo a tutti i pensieri e le emozioni da cui era travolto, c’era lei, il suo porto sicuro, la sua isola felice, il giardino incontaminato in cui avrebbe voluto vivere almeno per i prossimi cent’anni o, se possibile, anche di più. Se la immaginava dentro un bellissimo abito bianco con un’ampia gonna in tulle, i lunghi capelli corvini fermati appena sulla nuca e lo sguardo tenero da cerbiatto che lei soltanto sapeva regalargli.Chissà com’era agitata…

La marcia nuziale cominciò a suonare e gli ospiti si alzarono in piedi, girandosi verso la tenda da cui sarebbe uscita.

  • Tesoro, sei pronta?

Marcela guardò suo papà e lo bacio sulla guancia, si asciugò gli occhi che erano sul punto di tracimare e sfoderò il suo sorriso più sincero.

  • Sì.

Sospirò come a voler prendere coraggio, si guardò allo specchio per controllare il trucco e, non appena la tenda si aprì, cominciò a camminare lentamente aggrappata al suo braccio. Un tappeto rosso costeggiava una piccola staccionata di legno; dietro, tutti gli amici e i parenti, l’accompagnavano con lo sguardo. Quando Marcela raggiunse quella piccola e deliziosa navata immaginaria, lo vide: il suo Tommy era lì, con le guance rigate dal pianto e un sorriso che avrebbe illuminato a giorno anche la notte più nera.

Era giunto il momento di salutare papà che, dopo averle accarezzato il viso e baciato la fronte, la lasciò finalmente andare tra le braccia del suo amore.

Tommy le prese entrambe le mani e gliele baciò.

Di lì a poco le loro vite si sarebbero unite per sempre.